La nuova gestione della tracciabilità dei prodotti nell’agroalimentare

Per una gestione della tracciabilità sempre più efficiente arriva una interessantissima “alleanza”. Quella fra tecnologia e tracciabilità. Il digitale, infatti, sta avendo un ruolo sempre più di primo piano nel garantire la tracciabilità dei prodotti agroalimentari. Questo serve soprattutto per ridurre i costi ed ottimizzare la filiera, ma anche per garantire la massima qualità dei prodotti che poi vengono venduti, applicando anche nuove modalità di valorizzazione del prodotto.

All’inizio del mese di giugno questo tema è stato al centro di una indagine di settore, dal titolo “Coltiva dati, raccogli valore. La trasformazione digitale dell’agroalimentare”. Una ricerca voluta e gestita dall’Osservatorio Smart AgriFood del Politecnico di Milano e dell’Università di Brescia. Prendendo in analisi 57 aziende del settore agroalimentare, l’Osservatorio ha osservato come il 36% di esse abbia registrato minori costi e riduzioni dei tempi di lavoro. Innovandosi dal punto di vista digitale, scegliendo il giusto partner tecnologico, ecco che i processi di raccolta, gestione e trasmissione dei dati sono migliorati. Sotto tutti i punti di vista. E la gestione della tracciabilità diventa sempre più un passaggio fondamentale.

Ormai le aziende non la vedono più come un semplice rispettare la legge, bensì è visto come un vero e proprio strumento di valore aggiunto per l’azienda. Anche perché ottimizzare la gestione della tracciabilità porta ad una crescita anche di altri aspetti. Infatti avendo a disposizione, più velocemente e facilmente, una maggior mole di dati ed informazioni permette di migliorare altri punti della filiera. La crescita della fiducia delle aziende verso le nuove tecnologie, insomma, è costante. Ma ancora non c’è una piena consapevolezza di quanto i software ERP e le altre novità tecnologiche possono agevolare l’impresa.

Perché l’Osservatorio ha rilevato anche come l’innovazione digitale stia avendo un impatto soprattutto in determinati aspetti, come l’uso dei barcode, aspetto che rappresenta il 39% delle tecnologie abilitanti la tracciabilità. Poi, a ruota, seguono la radio-frequency identification (32%), i sistemi gestionali (32%) e le piattaforme per l’utilizzo dei big data (30%). Altri aspetti come possono essere l’internet delle cose e la blockchain, sono invece ancora poco approfondite.